Traversando il Parco della Maremma, dove l’azienda Giannini produce olio e vino di qualità, espressione di questa terra
Vicino alla frazione di Alberese, in provincia di Grosseto, proprio dove finisce la pianura del fiume Ombrone e inizia quella dell’Albegna, si trova l’azienda agricola Giacomo Giannini, che lo stesso Giacomo porta avanti insieme ai fratelli Luca e Francesca, ma a dare una mano c’è anche mamma Maria Pia. La storia comincia con l’azienda agricola fondata negli anni Cinquanta dal padre Eliseo, originario della provincia di Firenze, che si trasferì in Maremma per dare il via a un allevamento di bovini allo stato brado e alla coltivazione della vite e dell’olivo. Negli anni Novanta al timone sono subentrati i tre fratelli e l’allevamento ha lasciato sempre più spazio alla produzione di olio e vino.
Un grande classico.
Siamo all’interno del Parco della Maremma, in un angolo di terra dal clima mite, ancora in gran parte incontaminato, ricco di biodiversità. L’azienda si trova in linea d’aria a 3 chilometri dal mare, separata da quest’ultimo dai Monti dell’Uccellina. Nell’appezzamento di terra dei Giannini sorge un oliveto secolare. «Qui in Maremma – racconta Giacomo Giannini – era usuale che gli olivi selvatici, tipici della macchia mediterranea, nascessero in maniera spontanea, sparpagliati nelle zone pietrose ai piedi dei paesini arroccati, e che venissero poi innestati dai contadini con l’olivo domestico. Anche una parte del nostro oliveto è fatta in questo modo». Da questo oliveto storico, vecchio di oltre cento anni, arriva un olio che è davvero in tutto e per tutto espressione del territorio.
«Il nostro è il classico olio di Maremma – spiega Giannini –, un extravergine d’oliva che nasce da piante che stanno bene vicine al mare, molto piccante. Un blend di varietà diverse di olive del posto: moraiolo, leccino, correggiolo, frantoiani, pendolino ». Sulla bottiglia dell’olio Giannini campeggia una vacca maremmana, animale simbolo di questa terra, così da rendere immediatamente percepibile il legame del prodotto con questa terra. La bottiglia riporta anche il marchio di qualità del Parco della Maremma, che identifica le aziende che si trovano al suo interno e rappresenta un impegno a migliorarsi. Oltre alle olive raccolte nell’oliveto di proprietà, l’azienda Giannini raccoglie anche olive provenienti dai dintorni.
Nascono così anche L’Olio in Forma e un altro extravergine proposto in una particolare bottiglia a forma di anfora.
La lettera B Una particolarità oltre il gusto?
I vini Giannini hanno i nomi con la stessa iniziale.
Alla produzione dell’olio l’azienda agricola Giacomo Giannini affianca quella del vino. I vigneti sono stati rinnovati circa 25 anni fa e accanto ai classici vitigni locali Sangiovese, Ansonica e Trebbiano sono stati introdotti anche il Cabernet e il Syrah. Dalla combinazione di queste varietà arrivano il Bizzarra, un vino rosso Sangiovese, il Bizzosa, un bianco blend di Trebbiano e Ansonica, il Bruna, con le stesse caratteristiche del Bizzarra, ma invecchiato in barrique e infine il Briga, un rosato Sangiovese.
Tutti i nomi dei vini iniziano con la lettera B. «Abbiamo scelto di seguire un’abitudine propria dell’allevamento: ai bovini che nascono in un anno si danno tutti i nomi con la stessa iniziale – racconta Giacomo Giannini – e così abbiamo deciso di usare questo criterio anche per i nostri vini».
Sull’etichetta è raffigurata, anche in questo caso, una vacca maremmana, tra gli animali iconici che identificano il territorio di produzione. Il Bruna riporta anche il marchio del Parco della Maremma.


