Molta disillusione e poco entusiasmo. Gli italiani che si affacciano sul 2026 sembrano immergersi in un bagno di realtà che li mette a diretto contatto con un mondo ostile
Uno scontro con la realtà
Gli italiani si affacciano al 2026 con molta disillusione e poco entusiasmo. Conflitti bellici, diseguaglianze sociali e cambiamenti climatici pesano sulle aspettative, influenzando economia e mercato del lavoro. La preoccupazione (37%) e l’insicurezza (23%) dominano, mentre un quarto degli italiani mantiene comunque un filo di ottimismo. Le emozioni positive si concentrano soprattutto sulla sfera personale e familiare, mentre sul piano nazionale e internazionale cresce la percezione negativa, dal lavoro alla sicurezza, dai servizi sanitari all’economia. Gli opinion leader parlano di “turbolenza” (43%) e “instabilità” (34%), con mercati finanziari in calo e un contesto globale percepito come imprevedibile, dominato da pochi leader mondiali. La crescita del Pil in Italia rimane bassa (+0,2%), mentre le priorità includono riduzione della pressione fiscale, politiche per il lavoro e attenzione all’AI come leva di produttività e occupazione.
La casa, il luogo del consumo quotidiano
In un contesto difficile, i consumi restano contenuti: la crescita prevista è minima (0,3%), e gli italiani spenderanno soprattutto per necessità, dalle bollette al cibo. Prevale l'home cooking, con attenzione a qualità, salute e prodotti senza additivi. Innovazione e capitale umano sono le priorità strategiche per il retail e il Largo Consumo, con il 49% dei manager che punta sul personale, seguito da innovazione tecnologica e ottimizzazione dei processi. Le intenzioni di acquisto alimentare crescono poco (+0,9%) e i prezzi incidono sui volumi (-0,4%).
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