Raggiunto l’accordo con le Organizzazioni Sindacali sulla seconda fase del Piano industriale 2025-2027, Unicoop Etruria guarda al domani, nell’interesse di soci, lavoratori e comunità in cui è presente
L’accordo sulla seconda fase del Piano industriale 2025-2027 tra Unicoop Etruria e le Organizzazioni Sindacali è stato raggiunto lo scorso 6 marzo e adesso i verbi della Cooperativa si coniugano al futuro. Così Gianni Tarozzi, presidente del Consiglio di Gestione di Unicoop Etruria, lo ha, infatti, commentato riassumendone il senso e l’importanza: «Il confronto coi sindacati è stato portato avanti con correttezza e spirito costruttivo da entrambe le parti, nell’interesse del futuro di Unicoop Etruria, dei suoi soci e di lavoratori e lavoratrici. Questa fase si concluderà nei prossimi mesi con un nuovo assetto organizzativo e una presenza più equilibrata sui territori per ottimizzare risorse e competenze, migliorare l’efficienza operativa e rafforzare l’offerta commerciale della Cooperativa».
Sintesi compiuta
Quest’accordo è arrivato dopo una lunga riflessione e interlocuzioni, avviate lo scorso dicembre, che hanno costituito la base per un confronto chiaro e trasparente finalizzato a consolidare e rilanciare la Cooperativa nata il 1° luglio scorso dalla fusione tra Unicoop Tirreno e Coop Centro Italia. Motivazioni profonde e obiettivi ben definiti fin da subito: «Quello avviato è un cammino necessario per assicurare alla Cooperativa una prospettiva di sviluppo duraturo, con l’obiettivo di continuare a rappresentare per soci e clienti un riferimento per la spesa quotidiana e per le iniziative di valore per le comunità locali che mette in campo», afferma Simonetta Radi, presidente del Consiglio di Sorveglianza di Unicoop Etruria. Una sintesi quella raggiunta in linea con un Piano industriale, in base al quale Unicoop Etruria intende, dunque, mantenere una presenza capillare in Toscana e sviluppare una presenza più armonica e sostenibile in Umbria, nell’alto Lazio, nella città di Roma e nella provincia dell’Aquila.
Punti salienti
Ma quali sono i principali punti dell’accordo? Per il progetto di riorganizzazione delle strutture di sede (Vignale Riotorto e presidi di Castiglione del Lago, Terni e Roma), con la complessiva previsione di 180 esuberi, la massima tutela occupazionale da conseguirsi prioritariamente mediante un piano di incentivi all’esodo volontario; per la revisione del perimetro della rete di vendita, la previsione che la cessione di 24 Supermercati avvenga in uno scenario che garantisca la continuità occupazionale e gestionale, nonché un adeguato confronto con le Organizzazioni Sindacali. Guardando ai prossimi mesi, verranno stanziate risorse per la formazione dei lavoratori, offrendo così un sostegno concreto allo sviluppo professionale. Saranno fatti, inoltre, investimenti significativi per l’ammodernamento e l’innovazione, sia strutturale che tecnologica, di negozi e magazzini logistici e perché la convenienza, in difesa del potere d’acquisto delle famiglie, sia sempre più spiccata.
Nel biennio 2026-2027 sono previste anche profonde ristrutturazioni in 18 supermercati in Toscana e nel Lazio e l’apertura di 3 nuovi punti vendita in Umbria, a Terni, Gubbio e Norcia. «Intendo ringraziare il presidente del Consiglio di Gestione e tutto il gruppo di lavoro per la sensibilità e l’attenzione con cui sono state seguite le trattative che hanno portato a questo risultato. Ora possiamo guardare al futuro con maggiore sicurezza, consolidando il percorso intrapreso, rendendolo più saldo e stabile, e avviando investimenti consistenti», conclude la presidente del Consiglio di Sorveglianza.

