Spazi collettivi. Sono quelli in cui si esercita la democrazia, in cui si coltiva il dialogo, in cui si sta accanto alle persone più fragili, non solo per ragioni economiche, ma anche perché sole, incerte su che cosa riserva loro il futuro.
Ebbene, come Unicoop Etruria vogliamo “abitare” sempre di più questi spazi che “raccolgono insieme” le persone per contribuire a far ri-vivere la dimensione sociale e per non lasciare solo chi ha più bisogno.
Come renderlo possibile oggi? Rafforzando e rinnovando ciò che ci caratterizza in quanto Cooperativa e che sappiamo fare bene: stare in mezzo alla gente con attività sociali durevoli, che lasciano il segno, che coinvolgono l’individuo e la comunità, che danno risposte ai bisogni del singolo e della collettività, appunto; con spazi in paesi e città che Coop aiuta a riqualificare, dando una seconda vita a un luogo, restituito così alla vita collettiva, aperto a una nuova possibilità di condivisione.
Spazi in cui sviluppare progetti che portano gli individui a rivedersi, a incontrarsi, a scambiare punti di vista, che sia un cinema, un parco o la stessa Sezione soci. Ma per stare ancora più vicini alle persone, in particolare a quelle più bisognose, occorre anche rendere più forte e proficuo il legame con le associazioni attive nei diversi territori e con le Istituzioni locali. E in questi spazi collettivi Coop deve trovare sempre di più il suo spazio.
Perché questo sia realizzabile servono tutta la spinta ideale da cui è pervasa, per sua natura, e uno sforzo collettivo concreto e duraturo, da qui agli anni a venire. Per stare insieme e meglio, per attuare sempre nuove e più utili versioni dello stare insieme.
Simonetta Radi, presidente del Consiglio di Sorveglianza di Unicoop Etruria

