Seconda fase del Piano industriale per costruire una Cooperativa più solida, più moderna, più efficiente, oggi e domani. Vediamo come nelle parole di Gianni Tarozzi, presidente del Consiglio di Gestione, e di Simonetta Radi, presidente del Consiglio di Sorveglianza di Unicoop Etruria
«Dopo la fusione tra Unicoop Tirreno e Coop Centro Italia che ha dato vita, il primo luglio 2025, a Unicoop Etruria, dopo una prima fase di rilancio sancita dal Piano strategico, approvato poco più di un anno fa, passato da una manovra finanziaria volta a rafforzare la Cooperativa economicamente e patrimonialmente, grazie alla fiducia del sistema bancario nella bontà del nostro progetto e grazie al sostegno delle altre Cooperative, siamo ora nel pieno della seconda fase del Piano. Mi spiego: gli investimenti che abbiamo fatto per garantire a soci e clienti una spesa quotidiana più conveniente tutti i giorni, per rendere i nostri negozi più moderni e funzionali, tecnologicamente all’altezza, ha richiesto e richiederà risorse. I primi risultati hanno mostrato una crescita delle vendite e un recupero di quote di mercato, confermando che la strada intrapresa è quella giusta. E l’impegno per mantenere alta la convenienza, insieme alla qualità e all’etica del consumo, resta un pilastro del Piano industriale. Per questo dobbiamo essere più avveduti sul fronte dei costi. Questo impone una riorganizzazione che possa sostenere il nostro percorso di risanamento e rilancio. Un percorso tutt’altro che semplice, ma con una direzione chiara». Così Gianni Tarozzi, presidente del Consiglio di Gestione della Cooperativa, sintetizza il significato di questo momento della vita di Unicoop Etruria, introducendo alcuni temi chiave di questi e dei prossimi mesi nell’attualità cooperativa.
Così la Cooperazione di Consumo ridefinisce la sua geografia, si riorganizza, si rinnova, si consolida.
Seguendo il percorso
Continua così il percorso della Cooperativa, nel solco del Piano industriale 2025- 2027, per rafforzare solidità, sostenibilità ed efficienza, perfezionando i processi gestionali, valorizzando il legame con i soci e continuando a garantire una presenza territoriale diffusa nelle 4 regioni storiche di insediamento con una rete di oltre 130 Supermercati.
Come farlo? Attraverso la collaborazione con le altre Cooperative del Distretto Tirrenico, ridefinendo il perimetro dei negozi, con negozi capaci di generare reddito dall’attività commerciale, e riorganizzando le strutture di supporto. In questo quadro sta proseguendo il confronto con le Organizzazioni Sindacali «in pieno spirito cooperativo per condividere ogni passaggio della riorganizzazione. Un dialogo costante – passato anche da momenti di confronto serrato – per tutelare le persone coinvolte e per garantire trasparenza in tutto il percorso. Ogni passaggio pianificato è reso noto e spiegato ai sindacati e ai dipendenti», rimarca Tarozzi. Come le operazioni di rafforzamento della struttura patrimoniale e finanziaria della Cooperativa per oltre 200 milioni di euro, frutto dell’avvenuto passaggio di 16 negozi a Unicoop Firenze, e della sottoscrizione di Strumenti finanziari partecipativi da parte delle altre Cooperative, che hanno fatto più che raddoppiare il patrimonio netto della Cooperativa, passato a 500 milioni di euro, a maggiore tutela dei soci e dei soci prestatori.
«Ci attende adesso un rafforzamento economico, cioè un riequilibrio dei conti in parte avvenuto, in parte da attuare in un prossimo futuro. Quindi a chi ci chiede se Unicoop Etruria sta attraversando un periodo di crisi rispondo che si tratta di un percorso di trasformazione, programmato e strutturato». Per questo la seconda fase di realizzazione del Piano industriale, riassumendo le parole del presidente del Consiglio di Gestione, prevede un nuovo assetto organizzativo e una presenza più razionale sui territori per ottimizzare risorse e competenze, migliorare l’efficienza operativa e rafforzare l’offerta commerciale.
Logiche di riorganizzazione
E su questo fronte due sono le modalità adottate: riduzione dei costi generali, dalle strutture di supporto ai negozi, dai processi gestionali alle attività, con progetti mirati, alcuni dei quali già avviati, e azioni dirette sui negozi, prevedendo la cessione di quelli non più sostenibili né oggi né in prospettiva. 24 punti vendita (cfr. Negozi in cessione, sotto) individuati dopo un’analisi approfondita, in base a criteri precisi quali l’eccessiva distanza dai territori di riferimento – che li rende onerosi anche per la logistica –, la mancata e annosa sostenibilità economica per mutate condizioni di mercato, la sovrapposizione con altri negozi cooperativi. Spiegati i criteri, continua Tarozzi: «il risultato sarà una Cooperativa con una forte presenza e un presidio diffuso su tutti gli attuali territori della Toscana, insieme a una più armonica, razionale e sostenibile presenza in Umbria, alto Lazio, città di Roma e nella provincia de L’Aquila per far sì che soci e clienti possano continuare ad avere nell’insegna Coop e Superconti il punto di riferimento per la loro spesa quotidiana.
Le cessioni avverranno nel pieno rispetto dei lavoratori – sottolinea Tarozzi –, avranno come elemento prioritario la salvaguardia del lavoro. Così come la riorganizzazione delle sedi della Cooperativa che porterà nei prossimi mesi a una sola sede, quella di Vignale Riotorto (LI), e a due presidi territoriali a Roma e a Castiglione del Lago (PG), che garantiranno una gestione armonica generale e insieme un’attenzione alle peculiarità delle diverse aree.
I magazzini di Vignale e Castiglione del Lago restano funzionali e strategici per l’intero assetto della rete di vendita». Una riconfigurazione del perimetro dei negozi e della struttura organizzativa di supporto che avverrà in modo graduale.
Investimenti di lungo periodo
«Vogliamo rafforzare la nostra presenza nei diversi territori, stare vicini ai soci, soddisfare le loro esigenze in termini di convenienza ma anche di attività, e insieme rafforzare la nostra efficienza, condizione necessaria del nostro operare cooperativo», dichiara Simonetta Radi, presidente del Consiglio di Sorveglianza, precisando che «si tratta di decisioni ponderate, frutto di valutazioni accurate e del senso di responsabilità verso l’intera compagine sociale, finalizzate a salvaguardare la Cooperativa nel suo insieme, a migliorare i risultati della controllata Superconti all’interno di Unicoop Etruria e a consentire nuovi investimenti in innovazione, qualità e servizi ai soci, mantenendo saldo l’impegno verso le comunità e i territori. Per questo servono risorse, carburante per riposizionarsi rispetto alla concorrenza e investire nello sviluppo. Per questo è necessario ripensare i costi – prosegue Radi –. E così può aumentare la voce “investimenti” su convenienza, ammodernamento, innovazione in tutta la rete di vendita».
Nel biennio 2026-2027 sono previste, infatti, 14 ristrutturazioni di negozi, secondo modalità e per aspetti diversi, dai banchi frigo agli scaffali, dalla comunicazione interna alla segnaletica verso i negozi, 3 nuove aperture in Umbria (Terni, Gubbio, Norcia), oltre 10 milioni di euro per i sistemi tecnologici e circa 4,5 milioni di euro per l’adeguamento delle strutture dei magazzini di Castiglione del Lago e di Vignale Riotorto, ma anche cospicui investimenti in formazione per i dipendenti.
Un nuovo capitolo
Parlando di investimenti non si retrocede di un passo sul fronte dei vantaggi per i soci, sulle attività e servizi pensati per loro. 48 milioni di euro: i vantaggi esclusivi per i soci, tra sconti diretti, promozioni e punti. Se poi a questi si aggiungono i 67 milioni di euro dei vantaggi non esclusivi per i soci (collezioni e promozioni, ndr), si arriva a 115 milioni di euro. Questi i numeri del 2025 «che saranno mantenuti e arricchiti nel 2026», rassicura Radi.
Poi sul versante delle opportunità per i soci 1.901.500 euro saranno destinati alle attività nei territori, alle convenzioni, per offrire loro un’ampia gamma di servizi in vari ambiti, e alla comunicazione a loro destinata, in quanto «proprietari e protagonisti della vita della Cooperativa», come ricorda la presidente del Consiglio di Sorveglianza.
Si delinea così un altro capitolo di Unicoop Etruria in cui «l’efficienza non è un fine in sé, ma un mezzo per rafforzarsi.
Così che in un paio d’anni la Cooperativa abbia una struttura ben definita e solida – le parole di Radi –, produca risultati commerciali positivi e possa quindi svilupparsi per assicurarsi una prospettiva di crescita duratura, capace di coniugare competitività e valorizzazione dei lavoratori, dei soci e delle comunità».
Negozi in cessione Quali i punti vendita oggetto di cessione nei prossimi mesi?
Si tratta di 12 punti vendita a insegna Coop e 12 a insegna Superconti, alcuni dei quali attualmente in sovrapposizione con altri negozi della Cooperativa.
Nella rete Coop in Toscana Grosseto via Pisacane; nel Lazio Colleferro, Pomezia, Roma Ruderi di Torrenova, Fontenuova, Fiuggi; in Umbria Incoop Bastia Umbravia Roma, Tavernelle, Incoop Perugia San Sisto 2-via santa Caterina da Siena, Cannara; in Abruzzo Sulmona e Celano. Per la rete Superconti nel Lazio Capena, Valmontone, Roma Impruneta, Orte; in Umbria Terni Turati, Perugia Settevalli, Terni Cospea, Amelia, Acquasparta, Todi; nelle Marche Corridonia e Camerino.

