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Toxic Heart Double Head

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    Piazza Castello, AvezzanoIndicazioni stradali
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    ore 11.00: dedicato alle ultime classi degli Istituti Superiori

    ore 21.00: aperto a tutti

     

    Scritto e diretto da Antonio Pellegrini

    Con

    Gabriella Iovino e Antonio Pellegrini

     

    Arrangiamento musicale Luigi Sfirri, tecnici audio e luci Mario Serchia e Gianluca Occhiuzzi

     

     

    A causa di alcune scene esplicite di violenza è sconsigliato ai minori di 16 anni

     

     


Due spazi speculari, un tavolo con del cibo su un lato, un nido fatto di lenzuola dall’altro, una cornice di cavalletti con tele dietro; una coppia e la loro passione. Un amore viscerale, che cerca una sua dimensione alimentandosi di passione e cibo, una dipendenza emotiva che spinge, però, i protagonisti a mettere in discussione la propria vita, quell’isolamento dalla società, i problemi economici. Il sesso come soluzione, come alimento dell’anima, fino a quando l’amore degenera in ossessione, dipendenza, pretesa e possesso. Quando i traumi infantili creano vortici mentali, si generano atteggiamenti malati distorti, la dipendenza affettiva, la gelosia estrema fanno carambolare l’ amore puro in malattia. Dal consenso alla pretesa fino a capitolare verso lo stupro! La violenza psicologia e fisica come appagamento di una frustrazione ed infine l’epilogo drammatico come soluzione all’unione eterna.
La storia di Remo e Manuela si sviluppa all’interno della casa, in quei spazi domestici che diventano onirici dove si vive e si ama, spesso all’estremo, un legame condiviso che si stringe troppo, tanto da soffocare uno dei due, l’ossessione dell’altro come malattia vincolante, . L’arte pittorica, evoca con le 5 tele lo stato mentale del protagonista e reggono un filo conduttore su tutta la storia, Remo ne è l’autore, mentre Manuela vittima inconsapevole. Un amore che degenera e racconta come sia facile arrivare alla violenza quasi in modo naturale per poi ritrovarsi inevitabilmente all’abuso fisico. Il finale, coreografato in movimento scenico, racconta il dramma del femminicidio, visto spesso come soluzione alla mancanza di consenso. Una triste realtà oggi troppo presente nelle nostre cronache quotidiane.